BRUNCH AMERICANO: WAFFLE NUTELLA E BANANA

Buon pomerggio amici,

oggi un brunch davvero goloso: mi hanno regalato la piastra per i WAFFLE (o Gaufre) e non posso fare altro che mettermi subito all’opera.20150403_193242

Ingredienti per circa 10 Waffle:

400 ml latte
300 gr farina
1 bustina di lievito e 1 di vanillina
20 gr zucchero
20 gr butto fuso
2 uova
1 pizzico di sale
Ungete la pistra con un tocchettino di burro per evitare il mega pasticcio!!! 🙂

Procedimento: come prima cosa bisogna accendere la piastra elettrica, regolando il calore a metà. Fatelo almeno per il primo giro, per testare la cottura che vi piace di più.
Poi sbattete insieme uova e zucchero, quindi aggiungere il burro fuso senza smettere di sbattere uova e zucchero.
Ora il latte e la farina setacciata unita al lievito, vanillina e il sale.

Ungere leggermente la piastra, anche se antiaderente, e versate un mestolino di pastella in ogni forma e chiudere.
I dolci cuociono in 2-3 minuti, a seconda che vi piacciano più scuri o più chiari.
E’ possibile servirli subito, oppure preparateli e scaldateli al momento del servizio in forno o nel tostapane.

Guarnizione: possono essere gustati con il miele, ogni tipologia di confettura, sciroppo d’acero per la versione oltreoceano e frutta a volontà!!! Io li ho guarniti con crem di cioccolata spalmabile e banane.. modalità culettoenorme on! 😛

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Dopo varie prove sono riuscita a farli venire in modo corretto, bisogna trovare la giusta dose e la giusta temperatura della propria piastra, una volta adottato il metodo giusto sono davvero buoni e si può giocare con molte decorazioni al momento di servirli!

Curiosità: Si ritiene che le gaufre abbiano origine nell’antica Grecia, dove sono state identificate con le cialde chiamate ὀβελίας obelías. Nel Medioevo i cuochi cucinavano frequentemente tortine chiamate gaufre, che in francese antico significa “nido d’ape”, e le fonti suggeriscono che venissero consumate con il formaggio o con il miele.

Anche a Malta e Gozo nel XII secolo si preparavano waffle che venivano venduti fuori dalle chiese, specialmente durante le feste. Venivano cotti con ferri per waffle, due piatti metallici circolari fissati assieme con braccia di circa 80 cm per poterli posizionare direttamente sul fuoco.

Nel dizionario tedesco dei fratelli Grimm, edito nella prima metà del 1800, si cita l’esistenza del dolce, e si tratta in modo dettagliato della sua composizione. In diverse testimonianze dell’epoca ne viene riportata la diffusione a partire dalle regioni del Reno confinanti con la Francia. Secondo i Grimm, la parola wafel in olandese si diffonde a partire dal XV secolo, e si consolida in Germania come Waffel dal XVII secolo, probabilmente con un etimo legato alla tessitura[2]. Il sostantivo in inglese americano, waffle, giunge attraverso il termine olandese nel XVIII secolo[3].

Le gaufre, come altre preparazioni simili, erano un augurio di buona fortuna e buona salute e venivano preparate tradizionalmente per la festa della Candelora e per il Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale prima della Quaresima. Le piastre per gaufre comparivano in molte doti familiari come dono e augurio di nozze felici.

Successivamente, i Padri Pellegrini soggiornarono brevemente nei Paesi Bassi prima di fare rotta verso le colonie d’America, e qui appresero come preparare ciò che loro chiamarono wafel, cioè le tortine a nido d’ape con i ferri roventi detti poffer. Portarono questa ricetta in America e lì le gaufre si diffusero con il nome di waffel e poi più comunemente waffle. Lo stesso Thomas Jefferson, secondo la Monticello Historical Society, portò con sé i ferri da gaufre dalla Francia. Non è noto quando esattamente si sia iniziato ad aggiungere il lievito all’impasto o se questo sia sempre stato presente, ma si presuppone che il lievito chimico sia stato inserito nella ricetta non prima di due secoli fa, poiché venne messo a punto solo nel 1800.

Fonte: Wikipedia

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